ITALIANI RESIDENTI A DUBAI: LA TASSAZIONE

Alla luce del sempre crescente appeal di Dubai rispetto agli stranieri, Italiani inclusi, che in numero di anno in anno maggiore scelgono di trasferire negli Emirates la propria residenza fiscale, sembra opportuno offrire qualche indicazione rispetto al funzionamento del regime fiscale e su come esso possa influire sui soggetti che, nonostante il trasferimento della residenza continuino a mantenere legami con l’Italia.

Vediamo di seguiti alcuni elementi importanti da considerare per chiunque consideri l'idea di trasferire la propria residenza a Dubai:

  • Assenza di imposte sui redditi personali: in sostanza non esiste un'imposta corrispondente all'IRPEF italiana;
  • Nessuna tassa su dividendi e capital gains;
  • Nessuna imposta su successioni e donazioni;

Ricordiamo che dal 2018 è stata introdotta un'imposta sul valore aggiunto (IVA pari al 5% su diversi beni e servizi).

Come ottenere la residenza fiscale a Dubai

Per beneficiare del regime fiscale di Dubai, è necessario ottenere la residenza negli Emirati Arabi Uniti. Ci sono diverse modalità per farlo, ma le più comuni includono l'ottenimento di un residence visa attraverso l'impiego, l'apertura di una società o l'acquisto di proprietà immobiliari.

Residenza per lavoro: Gli espatriati possono ottenere un visto di residenza se titolari di un contratto di lavoro con un datore di lavoro locale o se stabiliscono una società negli Emirati. Il visto di lavoro è solitamente valido per due o tre anni, a seconda del tipo di impiego o della struttura societaria.

Residenza per investimento immobiliare: Gli stranieri che acquistano proprietà immobiliari del valore di almeno 750.000 dirham (circa 190.000 euro) possono richiedere un visto di residenza per un periodo di tre anni. Questa opzione è particolarmente interessante per gli investitori immobiliari italiani.

Residenza per apertura di una società: Dubai offre numerose free zones che consentono agli stranieri di costituire la propria società. Attraverso questa struttura, gli imprenditori possono ottenere un visto di residenza per sé stessi e per i propri dipendenti.

Tassazione internazionale e rapporti con l'Italia

Se un cittadino italiano si trasferisce a Dubai, è importante considerare i rapporti fiscali con l'Italia. Sebbene Dubai offra un ambiente fiscale favorevole, la normativa italiana prevede alcune regole specifiche per chi lascia il Paese.

ISCRIZIONE AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero): Per essere considerato fiscalmente residente all'estero (e non più soggetto alla tassazione italiana sui redditi mondiali), è necessario iscriversi all'AIRE entro 90 giorni dal trasferimento. Questo è un passo fondamentale per dimostrare la residenza fiscale negli Emirati Arabi Uniti ed evitare la doppia imposizione;

La "residenza fiscale effettiva": Anche se una persona è iscritta all'AIRE, può continuare a essere considerata fiscalmente residente in Italia se mantiene legami significativi con il Paese (ad esempio, famiglia, proprietà immobiliari o interessi economici). In questo caso, le autorità fiscali italiane potrebbero considerare la persona soggetta a tassazione in Italia, in base al principio della "residenza effettiva".

Convenzione bilaterale contro la doppia imposizione: Dal 1995, Italia ed Emirati Arabi Uniti hanno un trattato per evitare la doppia imposizione. Questo accordo mira a prevenire che un contribuente sia tassato due volte sugli stessi redditi in entrambi i Paesi. Tuttavia, è essenziale seguire le regole del trattato e consultare un consulente fiscale per evitare problemi con le autorità italiane.

Tassazione sui redditi prodotti in Italia: Anche se un residente italiano si trasferisce a Dubai, sarà comunque soggetto alla tassazione italiana sui redditi prodotti in Italia.


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